Tigre, la forza della vitalità.
22/11/2024

Tigre, la forza della vitalità.

Stefano Girelli, proprietario di Santa Tresa, raconta la storia di Tigre.

"Era un giorno caldo di ottobre quando sono atterrato a Catania per una delle mie solite visite alla cantina Santa Tresa. Arrivato all’ingresso della tenuta, mi sono accorto di qualcosa di inaspettato. Tra i bidoni dell’immondizia si nascondeva un cucciolo di cane, con lo sguardo spaurito e il corpo tremante. Quello sguardo mi ha colpito dritto al cuore. Non potevo ignorarlo, così ho chiesto al personale se sapessero qualcosa di lui. Mi hanno detto che quel piccolo era lì già da qualche giorno, rifugiato in quel posto probabilmente per paura e fame.

Era il periodo della vendemmia, e come sempre il lavoro era frenetico e impegnativo. Ma quel cucciolo non mi usciva dalla testa. Continuavo a chiedermi: "Sarà ancora lì? Starà bene?".

Il primo giorno di Tigre a Santa Tresa

Alla fine della giornata, non ho resistito. Sono tornato sul posto, sperando di trovarlo. E c’era ancora, nello stesso angolo, più fragile che mai. Mi sono avvicinato e ho visto quanto era debole: denutrito, senz’acqua e visibilmente spaventato. Gli ho parlato con dolcezza, dicendogli: «Vieni.» E incredibilmente, nonostante la paura e la fatica, il piccolo mi ha seguito.

Gli ho dato dell’acqua e qualcosa da mangiare. Non dimenticherò mai con quanta energia ha divorato tutto ciò che avevo messo davanti a lui, come se fosse la prima vera occasione di nutrirsi da giorni. Guardandolo, mi sono commosso. Mi era chiaro che non avrei mai potuto lasciarlo lì. «Sei proprio una Tigre!» gli ho detto, colpito dalla forza che, nonostante tutto, sembrava brillare in quel minuscolo corpo. E da quel momento, Tigre è diventato il suo nome.

Ma la sua strada verso la guarigione era ancora lunga. La mattina dopo sono ripartito per il Trentino, ma solo dopo essermi assicurato che Tigre fosse portato dal veterinario e ricevesse tutte le cure necessarie. Mi hanno confermato che era un cucciolo di meno di tre mesi, abbandonato e in condizioni critiche. Eppure, in lui c’era una vitalità che mi faceva sperare.

Tigre e Stefano Girelli a Santa Tresa

Dopo qualche mese, Tigre si era ripreso completamente. Ormai non vedevo l’ora di portarlo a casa con me. Così, una volta sicuro che fosse pronto, sono tornato in Sicilia per prenderlo.

Il viaggio verso Trento è stato lungo, quasi 24 ore in macchina. Ma Tigre mi ha sorpreso: è stato incredibilmente calmo, sereno, come se sapesse che stava finalmente andando verso la sua nuova casa. Lo osservavo, per assicurarmi che stesse bene e incredulo della pace che regnava dentro di lui. A un certo punto, mi ha guardato negli occhi con un’espressione che sembrava dire: "Finalmente sto andando a casa."

Tigre e la passione per la neve

Oggi Tigre corre felice nel prato di casa mia, qui a Trento. È diventato parte della famiglia, amato e coccolato ogni giorno. Guardarlo adesso mi riempie il cuore: finalmente è sereno. Finalmente è a casa."

Tigre e Stefano Girelli in una delle loro gite in montagna

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