Laika, un simbolo di rinascita.
Mattia Giacomelli, enologo di Santa Tresa, racconta la storia di Laika.
Era l’autunno del 2018, nel cuore della vendemmia a Santa Tresa. Tra i filari dorati e l’aria carica dell’aroma dell’uva matura, due cagnoline avevano fatto del vigneto la loro casa. Laika, vivace e affettuosa, e la sua compagna, una dolce randagia dal manto fulvo, si erano guadagnate il cuore di tutti. Seguivano i lavoratori ovunque, scodinzolando tra i grappoli e partecipando, a modo loro, alla frenesia della raccolta.

Laika i primi giorni a Santa Tresa
Sembrava quasi che facessero parte del "gruppo Santa Tresa", sempre pronte a dare quel tocco di leggerezza alle nostre giornate. Io mi ero particolarmente affezionato a Laika, con il suo sguardo intelligente e quella sua capacità di avvicinarsi senza mai essere invadente.

Laika durante una cena dello staff a Santa Tresa
Poi è successo qualcosa di terribile. Un giorno, senza che ce ne accorgessimo, entrambe sono state avvelenate. Non so ancora chi sia stato o perché l’abbia fatto. Quando le abbiamo trovate, erano lì, a terra, immobili e sofferenti. Abbiamo fatto tutto il possibile per salvarle, ma solo Laika ce l’ha fatta. È stato un colpo durissimo. A quel punto, non potevo più lasciarla libera in una zona così pericolosa. Quando la vendemmia si è conclusa, ho deciso di portarla con me, per affidarla ai miei genitori, dove sapevo che avrebbe trovato un rifugio sicuro, tanto amore e un prato grande in cui correre felice.

Laika in Trentino, nella sua nuova casa
Da allora, Laika è diventata parte della nostra famiglia. Adesso vive felice in montagna, corre nei prati e dorme al sole.

Laika e il suo primo Natale in Trentino
Ogni volta che torno a trovarla, mi accoglie con lo stesso entusiasmo di quei giorni a Santa Tresa, e il suo scodinzolare mi ricorda che, anche nei momenti più difficili, c’è sempre spazio per un nuovo inizio.

Laika con Mattia in Trentino
Il suo sorriso contagioso è diventato il simbolo di una rinascita che ci ha uniti ancora di più.
